Il buio


Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce (Is 9, 1)

Entrando in una chiesa ho vissuto la meravigliosa esperienza di essere illuminato dalla croce poiché era illuminata da una grande croce, sul presbiterio. Sulla croce era appeso un grande crocifisso.
Ho rivisto una mia chiesetta in missione, che avevo caparbiamente voluto con una grande finestra a forma di croce, sul presbiterio. Sul vetro avevo fatto dipingere il crocifisso.
La luce ci giunge attraverso la croce, la nostra croce di ogni giorno che è nient’altro che un cammino verso la luce: la bella novità del cristianesimo, la lieta notizia, l’evangelo.
La luce penetra nel buio fitto della croce e squarcia ogni tenebra.
Ci sono momenti in cui ci si sente il cuore attraversato e immerso nel buio, che è un malessere interiore, che è batoste della vita, assenza di soluzioni, di slanci ed entusiasmi, che è sentirsi più piccoli di quanto si è realmente, che è soffocamento...
Le tenebre sono così spesse che si prova difficoltà a respirarle, a filtrarle nei nostri polmoni.
Si materializzano, si trasformano nell’ ambiente di vita, nell’habitat e nel contesto vitale.
Vediamo tenebre, le respiriamo, ce ne nutriamo e ne siamo assorbiti. I sentimenti, i pensieri e gli occhi si vestono di tenebre.
L’aria si fa pesante. Il cuore fatica a battere, i polmoni sono paralizzati e intossicati dalle tenebre.
Non si tratta dell’assenza di Dio o del Suo silenzio perché Dio è presente più che mai nel vissuto della Sua Passione e si fa sentire attraverso il linguaggio delle tenebre ma della pesantezza di un momento intenso e forte, che si affronta e si supera con tanta sofferenza.
Per poter godere la luce della resurrezione, a volte, abbiamo bisogno di essere purificati dal passaggio attraverso le tenebre della Passione, di condividere la sete di luce di Gesù, di immergerci nella Sua ora buia, per poter risalire anche noi risorti.
Nell’attesa dell’alba del terzo giorno, attraversati dal capogiro della vita, dallo spasimo delle doglie del parto, condividiamo l’ ora di Gesù nell’Orto degli Ulivi, il Suo generare la luce, il passaggio verso la luce, il tunnel buio che immette nella luce; la prova della fede e della speranza.
Non si può apprezzare e godere la luce se non si sono conosciute le tenebre fitte della sete di luce.
Non si può capire l’anelito di luce che è in tanta gente senza il pungolo della privazione e del bisogno.
Dio è luce e in Lui non ci sono tenebre (1Gv 1, 5). Noi siamo tenebre attraversate e penetrate dalla luce potente di Dio.
Usciamo progressivamente dalle tenebre e ci incamminiamo sempre più verso la luce, fino alla luce eterna.
Le tenebre della nostra vita sono spezzate, diradate, raggiunte e illuminate da flussi e irruenze di luce, dei raggi del Sole che sorge, spezza e penetra le nuvole del nostro cielo.
Siamo abbagliati da squarci di luce nella preghiera e nei sacramenti, avvolti e raggiunti dalla luce che rompe la monotonia di tenebre e grigiore che accompagna la quotidianità
La luce del Signore splende nelle tenebre del nostro spirito, ci prende di sorpresa, quasi ci sorpassa, ci aspetta al varco.
La vita diventa un gioco di luce, con la luce che si diverte a giocare con noi a nascondino.
Proviamo a inseguirla ma ci precede ed è sempre avanti a noi.
Sembra assente ma è presente nel desiderio e nel bisogno.
Cosa saremmo senza questi momenti forti di luce che contraddicono le tenebre più fitte della nostra vita?
Imbattersi perciò in una croce luminosa è la risposta alla nostra vita e ai nostri perché, respirare la speranza, ritrovarsi immersi nei raggi della risurrezione e rivestiti di luce, indossare l’abito della risurrezione.
Grazie a tutte le tenebre e contrarietà della nostra vita, abbiamo conosciuto la luce e siamo cresciuti come figli della luce e del giorno.

( Don Carmelo La Rosa )

06-11-2010

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